Come ogni cosa anche il web presenta luci ed ombre. Ci regala nuove possibilità e un immenso serbatoio di informazioni, ma la rete è frequentata anche dai webeti e dai leoni della tastiera. Due tipi umani che Maurizio Crozza ha riunito nell’esilarante personaggio di Napalm51.

Alcune testate telematiche hanno ormai chiuso lo spazio dei commenti perché troppo spesso le discussioni degeneravano in risse verbali. Dove i commenti resistono gli interventi educati e costruttivi si perdono nella marea delle scemenze. Spesso sono scemenze anche quelle scritte negli articoli e ci si imbatte in siti che producono consapevolmente notizie false che i lettori provvedono a far rimbalzare tra le pagine dei social-network. Altri webeti ci crederanno.

Le vecchie piaghe del bullismo e del nonnismo si sono trasformate nel cyberbullismo che già conta molte vittime: Amanda Todd, Carolina Picchio, Sinead Taylor, Andrea Spaccacandela, solo per citare i casi più noti, ma anche Tiziana Cantone è stata vittima di violenza telematica nella forma del sessismo, una sorta di bullismo degli adulti.

In rete germogliano, crescono e si diffondono le teorie complottiste, le pseudo-scienze, le terapie più bizzarre, ma anche l’odio razziale che colpisce come sempre le minoranze, i soggetti più deboli, ed infine ci sono le organizzazioni terroristiche che usano la rete per istigare all’odio e reclutare nuovi adepti.

Di tutto questo non si può incolpare internet perché lo strumento è sempre neutrale, ma i problemi vanno affrontati. Mark Zuckemberg, l’imperatore dei social-network, ha dichiarato guerra alle false notizie, ma poi non rimuove neanche le pagine di apologia del nazifascismo. La sua ricetta, recentemente annunciata, sembra peggiore del male che vorrebbe curare come ci dice giustamente un articolo di Stefano Balassone.

E forse molti, ridendo del paradossale personaggio di Crozza che abbandona la madre per non staccarsi mai dalla tastiera, non si accorgono che i dibattiti sui social-network sono alimentati dai Super-Napalm come il signor Sobieski, che non è un personaggio inventato.

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