di Mauro Febbo

Esclusi molti Comuni dell’area Basso Sangro Trigno ed incluso inspiegabilmente il comune di Tollo con ruolo di capofila


Chieti, 02.05.2017. “Il lupo perde il pelo ma non il vizio, altro che prima Repubblica! I vari e molteplici dubbi da noi avanzati e denunciati in questi mesi sullo strumento operativo come il Masterplan della Regione Abruzzo adesso vengono tutti confermati e la sua gestione operativa si traduce nella solita conduzione spartitoria legata ad esigenze partitiche più che a quelle reali e meritorie dei territori con i soliti e noti destinatari”. Questa la denuncia sollevata dal Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea come “dopo mesi di lavoro per definire il riconoscimento e l’approvazione dell’area interna Basso Sangro Trigno, di cui la prima regionale tra le quattro individuate dalla Giunta nell’ambito della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, assistiamo adesso ad un primo progetto inerente il Masterplan dove vengono stranamente ed inspiegabilmente (se non riportate a logiche partitiche) esclusi molti Comuni aderenti alla strategia ed inclusi altri. Precisamente – spiega Febbo – mi riferisco al recente protocollo d’intesa denominato ‘Borghi Ospitali-Una Strategia di Sviluppo dei centri storici’ dove stranamente viene definito come capofila il pur bellissimo Comune  di Tollo ma situato a pochi chilometri dal mare e vicino ad Ortona, che nulla c’entra  con la strategia interna Basso Sangro Trign. Inoltre vengono invitati a far parte di tale intesa solo 20 Comuni su 33 escludendo di fatto molte realtà importanti e storiche delle aree interne come Gamberale (il comune abruzzese situato a più alto livello sul mare, oltre mt 1400)  Roccascalegna, Borrello, Quadri, Pizzoferrato e Villa Santa Maria, solo per citarne alcuni. Questo esecutivo regionale cambia le carte e le regole del gioco a partita ancora aperta. Un comportamento deplorevole che la dice lunga di come vengono gestiti sia i fondi dedicati al Masterplan sia i fondi europei. Eppure  lo specifico progetto sulla valorizzazione dei centri storici è frutto di un intenso lavoro sul territorio, che ha portato ad un confronto con gli amministratori sulle reali esigenze di sviluppo dell’area Basso Sangro Trigno dopo una discussione con microimprese, aziende e Tour Operator. Attività documentata e testimonianza attraverso la corrispondenza, fatta di schede tecniche ed email, tra le varie amministrazioni e la struttura regionale al fine di sviluppare uno specifico progetto inerente i centri storici. Una idea che doveva servire allo sviluppo di quella precisa area interna Sangro e Trigno che sono quelle che lodevolmente devono essere avvantaggiate rispetto a programmazioni, investimenti e finanziamenti regionali. Mi auguro che la scelta illogica ed inopportuna non sia ricaduta sul Comune di Tollo per motivazioni di natalità e/o elettorali, per cui presenterò sia una interrogazione con risposta urgente che convocazione di apposita commissione di Vigilanza con la presenza dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo e del Direttore generale Cristina Gerardis al fine di comprendere come verranno impiegati i 15 milioni e 800 mila euro definiti dal Masterplan nel progetto specifico sulla valorizzazione dei centri storici”.

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